Associazione di Promozione Sociale di Bernareggio (MB) che promuove l’integrazione socio-culturale tra cittadini di origine straniera e cittadini italiani attraverso attività interculturali.
martedì 26 aprile 2011
mercoledì 20 aprile 2011
sabato 16 aprile 2011
Le Associazioni Mondo a colori e La Convivenza unite nel cordoglio per la morte di Vittorio Arrigoni
"Non credo ai confini e alle barriere, credo che apparteniamo tutti,
indipendentemente dalle latitudini, alla stessa famiglia umana".
Vik - Vittorio Arrigoni
In nome dell'Ass. La Convivenza nella terribile solitudine del dolore vi esprimiamo i sensi del nostro più accorato cordoglio del giovane eroe Vittorio Arrigoni. La morte di un eroe che ha sempre lottato per la libertà, per i diritti umani, per la giustizia e la legalità non ci deve far dimenticare una persona così coraggiosa, anzi ci dovrebbe incitare a continuare il suo progetto, a realizzare il suo sogno. Noi Associazione La Convivenza siamo totalmente contro questo assassinio del nostro caro Vittorio, un uomo che simboleggia il mondo della pace e della sincerità. Condividiamo il dolore insieme a tutti i membri della vostra Associazione e a tutti gli italiani.
Associazione La Convivenza
L'Associazione Interculturale "Mondo a colori" si unisce alla sentita lettera dell'Associazione La Convivenza e della comunità marocchina di Bernareggio e dei comuni limitrofi.
È stato ferocemente giustiziato Vittorio Arrigoni uno dei nostri. Non il militante di una fazione, non solo o non tanto un pacifista o un sostenitore della causa palestinese ma un essere umano che conosceva il significato di questa parola. Essa implica un dovere animato da una passione irreprimibile. Il dovere di stare a fianco al povero, all'oppresso, al perseguitato; i brutali esecutori dell'orrore sarebbero degli islamisti salafiti, vedremo. Ma i mandanti non sono loro. Il mandante della violenza è l'oppressione, l'ingiustizia, il privilegio, il razzismo. Vittorio era a fianco del popolo palestinese, dei suoi bambini, delle sue donne e dei suoi vecchi, come lo sono molti di noi pur senza la sua coraggiosa determinazione e la sua totale dedizione, perché la popolazione civile di quel popolo da 45 anni subisce la violenza di un'occupazione e di una colonizzazione illegale, ingiusta, violenta che per gli abitanti di Gaza oggi si è trasformata in un vero assedio che strangola in un diuturno stillicidio la sua economia, la sua vita, il futuro dei suoi fanciulli e dei suoi adolescenti. I mandanti morali di questo ennesimo orrore sono gli sgherri di questo status quo che si sottraggono alla giudicabilità grazie alla sconcia inerzia della vile comunità internazionale. E questo ignobile status quo, voluto per cancellare l'identità di un popolo, proseguirà il suo sporco lavoro. Intanto, in tv, ascolteremo i ributtanti discorsi di circostanza dei soliti soloni che ci spiegheranno che la colpa è tutta del fanatismo islamico che non vuole accettare la superiorità della democrazia di occupanti e di democratici coloni fanaticamente religiosi.
15 aprile 2011 - Fonte
venerdì 18 marzo 2011
lunedì 14 marzo 2011
mercoledì 9 marzo 2011
A Bernareggio un 8 marzo di incontro e integrazione
Bernareggio, 8 marzo 2011 - Il modo migliore di trascorrere il giorno in cui la donna è protagonista è stato vissuto molto intensamente da un folto gruppo di donne straniere che vivono nel nostro Paese e che frequentano il corso di italiano organizzato dal CTP di Arcore in collaborazione con l’Ass. Interculturale Mondo a colori, presso le aule della Scuola Media di Bernareggio. Martedì pomeriggio, invece di aprire libri e quaderni come sempre, il gruppo si è ritrovato attorno ad un grande tavolo e con la guida delle insegnati volontarie e delle “tate” (pazienti volontarie che sorvegliano i bimbi delle mamme-alunne mentre studiano), con semplicità di linguaggio ma con grande profondità di sentimento e di conoscenza, ciascuna ha espresso il proprio pensiero sulla giornata dedicata alla donna, come viene festeggiata nel proprio paese d’origine e l’omaggio che riceve per l’occasione. La discussione poi si è fatta ancora più interessante quando ognuna di loro ha espresso cosa chiede all’altra metà della società.
Ne è scaturito un breve ma fondamentale elenco di priorità che ogni donna non può non condividere quali: rispetto ogni giorno, uguaglianza di diritti con l’uomo, nessuna discriminazione, pari diritti nel lavoro, protezione della maternità e no alla violenza. Le autrici di questo elenco provengono da tutto il Mondo, Brasile, Bulgaria, Marocco, Egitto, Siria, Cuba, Ucraina… ma si trovano o meglio ci troviamo accomunate da stesse richieste, stessi bisogni, stessi desideri e soprattutto dalla stessa consapevolezza che la conquista di diritti così importanti si consegue lavorando giorno dopo giorno, in casa e fuori, educando i propri figli al rispetto delle regole senza dimenticare le proprie origini e mantenendo il dialogo con la società che ci circonda.
L’appassionante scambio di pensiero ha lasciato nelle volontarie una profonda emozione per il senso di partecipazione dimostrato dalle giovani mamme-allieve le quali, imparando la nostra lingua, apprendono anche le nostre abitudini e lavorano con impegno per far parte del tessuto vivo del nostro paese.
Elide Mauri
Volontaria del corso pomeridiano di Italiano per stranieri
giovedì 24 febbraio 2011
Pane, lavoro, democrazia e accoglienza - Anche "Mondo a colori" si riconosce nella lezione di coraggio e dignità che arriva dal mondo arabo
L'Associazione Interculturale "Mondo a colori" si unisce alla mobilitazione per denunciare le violenze che stanno sconvolgendo la Libia e il mondo arabo.
Il Presidente della Repubblica Napolitano
"In Libia cessino immediatamente le violenze e si garantisca il diritto di libera espressione della volontà popolare"
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sta seguendo con attenzione le drammatiche notizie provenienti dalla Libia che riferiscono di un già pesante bilancio di vittime fra la popolazione civile. Il Capo dello Stato sottolinea come alle legittime richieste di riforme e di maggiore democrazia che giungono dalla popolazione libica vada data una risposta nel quadro di un dialogo fra le differenti componenti della società civile libica e le autorità del Paese che miri a garantire il diritto di libera espressione della volontà popolare. Viceversa la cieca repressione che colpisce in modo indiscriminato la popolazione non fa che allontanare il Paese da quel cammino di pace e prosperità necessario ad assicurare il benessere del popolo libico. Il Presidente Napolitano auspica pertanto l'immediata cessazione delle violenze e invoca una rinnovata determinazione negli sforzi volti a restituire al popolo libico la speranza in un futuro migliore.
Laura Boldrini - portavoce in Italia dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR)
"Crisi nel nord Africa, non solo sbarchi"
Oggi in una trasmissione radiofonica incentrata sugli eventi in nord Africa un ascoltatore arabo che lavora in Italia è intervenuto manifestando tutta la sua delusione: “mi dispiace vedere che quanto sta accadendo nei nostri paesi – il cambiamento storico che è in corso, la rivolta della gente e i giovani disposti a morire in nome della democrazia – qui venga percepita principalmente come possibile invasione via mare, esodo biblico di persone che potrebbero arrivare sulle coste”. C’era amarezza nelle parole dell’uomo, un sentimento di solitudine, come a dire che intorno a lui non trovava persone con cui condividere questa svolta che dovrebbe interessare tutti, ma piuttosto gente concentrata prevalentemente su eventuali ripercussioni interne.
L'appello "Il Mediterraneo dei gelsomini"
Primi firmatari: Andrea Camilleri, Luigi Ciotti, Margherita Hack, Dacia Maraini, Moni Ovadia, Igiaba Scego
C’è una Italia che si riconosce nella lezione di coraggio e dignità che arriva dal mondo arabo.
Il profumo dei gelsomini arriva anche nel nostro paese, anche nelle barche piene di giovani con la loro domanda di futuro.
Il messaggio che porta con sé ci dice che non è obbligatorio subire il furto di futuro, il sequestro della democrazia, né la fame di pane, lavoro e libertà. Ci conferma che è possibile riprendere in mano il proprio destino, e scrivere insieme una nuova storia per il proprio paese e per il mondo intero.
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