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giovedì 30 luglio 2015

A BERNAREGGIO SIAMO TUTTI UN'OPERA D'ARTE

" Everyone can be a work of art " recita così il titolo della pagina del sito insideoutproject.net dedicata a Bernareggio e ai cittadini che hanno partecipato lo scorso hanno all'iniziativa organizzata dall'Associazione Mondo a colori. 

I 160 ritratti - foto in bianco e nero di cittadini, italiani e stranieri, uniti per raffigurare una Bernareggio nuova, stimolante e solidale - sono stati i protagonisti della scorsa edizione della Sagra. Simbolo di una Comunità che vuole crescere e svilupparsi con il contributo di tutti, le immagini sono ora online, pubblicate in un reportage sul sito del progetto internazionale, visibile a tutti, in tutto il Mondo.

Un mosaico di vite che conferma quanto ognuno di noi sia nel suo piccolo una straordinaria opera d'arte.


venerdì 13 febbraio 2015

Pensare che su quelle barche non ci sono Loro, ma ci siamo Noi. Tutti.

Il commento del Naga alle morti in mare.


Milano 11/02/2015 - Sono oltre duecento i migranti dispersi nel canale di Sicilia per il naufragio di due barche avvenuto ieri, dispersi che si sommano ai 29 migranti morti per ipotermia.

“Apprendiamo con dolore dei morti e dei dispersi nel canale del Sicilia. Il freddo e la bufera sono gli eventi atmosferici che hanno causato le morti e il naufragio. Sono però le scelte politiche dei Paesi europei le cause profonde che li hanno determinati.” afferma Luca Cusani presidente del Naga.
“Sicuramente la nuova missione militare Triton ha dimostrato immediatamente di non essere adeguata al salvataggio dei migranti che cercano di arrivare in Europa e sebbene Mare Nostrum abbia avuto il merito di salvare molte vite umane e una sua riattivazione sia auspicale, crediamo che le morti in mare possano essere evitate solo attraverso un ripensamento generale delle politiche migratorie europee.” prosegue il presidente del Naga.
“Crediamo sia necessario scardinare l'intero discorso sull'immigrazione: parlare di persone da accogliere e non di frontiere da controllare; pensare alla sicurezza di chi migra e non solo a quella dei Paesi di approdo; cercare soluzioni strutturali e non di emergenza; pensare alle migrazioni come un prezioso fenomeno del presente e non come ad un fenomeno da reprimere inutilmente. Pensare che su quelle barche non ci sono Loro, ma ci siamo Noi. Tutti.” conclude Luca Cusani.
Come Naga continueremo a fornire assistenza sanitaria, sociale e legale e continueremo a difendere diritti tutte le volte che cercheremo di soddisfare dei "bisogni".

martedì 9 dicembre 2014

10 Dicembre | Giornata internazionale dei diritti umani

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di
coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Questo è quanto viene citato nel primo articolo della Dichiarazione Universale dei diritti umani firmata a Parigi il 10 dicembre 1948, la cui redazione fu promossa dalle Nazioni Unite perché avesse applicazione in tutti gli stati membri. 

La Dichiarazione dei Diritti Umani è un codice etico di importanza storica fondamentale: per la prima volta nella storia dell'umanità, infatti, veniva prodotto un documento che riguardava tutte le persone del mondo, senza distinzioni; per la prima volta veniva scritto che esistono diritti di cui ogni essere umano deve poter godere per la sola ragione di essere al mondo. 

Lo scopo della giornata è di educare e sensibilizzare tutti al rispetto dell'uomo in quanto tale e a ricordare i passi compiuti dalla società verso il rispetto di tutti gli esseri umani, contro la schiavitù e la soppressione dei diritti individuali. Non a caso, la giornata si pone come un momento di confronto e riflessione per rendere omaggio a tutti i difensori dei diritti umani che, attraverso la loro azione, lottano per porre fine alle discriminazioni e alle ingiustizie.

I diritti umani rappresentano le fondamenta di libertà, pace, sviluppo e giustizia e risulta più che mai indispensabile porre leggi a tutela e sostegno dei diritti umani così come sono indispensabili uomini e donne che, con coraggio, lottano per proteggere i diritti, propri e altrui.

Il diritto internazionale è chiaro: Chiunque tu sia, ovunque tu viva, la tua voce conta. In questa Giornata uniamoci dunque per difendere e far ascoltare i nostri diritti!

lunedì 17 novembre 2014

20 novembre 2014 | Giornata dei Diritti dell’Infanzia e dell'Adolescenza

Mondo a colori insieme al Comitato UNICEF Monza e Brianza per promuovere la Giornata dei Diritti dell’Infanzia e dell'Adolescenza con gli studenti delle Scuole dell’Istituto Comprensivo di Bernareggio.

Il messaggio che l'Associazione porterà in tutte le scuole di Bernareggio:

Il 20 novembre in tutto il mondo si celebra la Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

La data ricorda il giorno in cui i capi di tantissimi stati del mondo firmarono per la prima volta un documento in cui si elencavano i diritti per tutti i bambini e i ragazzi del pianeta.

I diritti ci aiutano a crescere. Perché i bambini sono come un albero, hanno bisogno del giusto nutrimento per essere sani e diventare grandi.

Voi bambini e ragazzi siete i nostri giovani alberi che a scuola crescono per diventare forti e rigogliosi nella foresta della nostra comunità.

Celebriamo insieme questa giornata perché siamo convinti che una foresta possa diventare ancora più bella se tutti gli alberi ricevono le stesse cure di cui hanno bisogno tutti. Noi, gli adulti, ci prendiamo cura di voi e vi ricordiamo quali sono i vostri diritti per una vita serena e piena di gioia.

Buona crescita a tutti e buon 20 novembre.

Associazione Mondo a colori


martedì 16 settembre 2014

Sagra 2014 | Arte urbana a Bernareggio. Grande successo per il progetto InsideOut

Via Prinetti, la via più centrale di Bernareggio, non è mai stata così affollata e vivace. Sono infatti migliaia le persone che, arrivate in paese per la Sagra domenica 14 settembre, si sono soffermate ad ammirare i 160 ritratti del progetto InsideOut curato dall'Associazione Mondo a colori. 160 gigantografie, foto in bianco e nero di cittadini, italiani e stranieri, uniti per raffigurare una Bernareggio nuova, stimolante, soprattutto unita e ricca di opportunità di dialogo e confronto. Il ritratto di una Comunità che vuole crescere e svilupparsi con il contributo di tutti, vecchi e nuovi cittadini.

Grazie al progetto internazionale InsideOut, ideato dall'artista JR, i volti - messaggi di identità culturale e sociale - si sono trasformati in vere e proprie opere di arte urbana. Un'esposizione che l'Associazione ha regalato ai suoi concittadini in una giornata speciale per Bernareggio. Pace, dialogo, rispetto delle diversità e dignità sono i valori alla base di questa opera, condivisa e apprezzata da tutti.

"Il successo dell'iniziativa" commenta Eve Foutel, presidente di Mondo a colori, "ci rende particolarmente orgogliosi. Innanzitutto per il numero di persone che hanno scelto di far parte del progetto; poi anche per il coinvolgimento delle diverse anime che oggi compongono Bernareggio, cittadini italiani e stranieri, donne e uomini, bambini e adulti… un mosaico di vite che conferma quanto ognuno di noi sia nel suo piccolo una straordinaria opera d'arte".

Nelle prossime settimane l'Associazione darà collocazione definitiva a questi 160 ritratti, scegliendo un luogo pubblico e ben visibile a tutti. Perché InsideOut è dentro la comunità (Inside), fuori da ogni pregiudizio e diffidenza (Out).


Le immagini: http://goo.gl/SfMXD3

mercoledì 7 maggio 2014

Bring Back Our Girls | Riportiamo a casa le studentesse rapite in Nigeria

Anche l'Associazione Mondo a colori aderisce alla campagna #bringbackourgirls per chiedere la liberazione delle più di duecento studentesse rapite in Nigeria e ancora nelle mani dei terroristi.

E ci uniamo a questa battaglia affinché mai più giovani donne vengano perseguitate, picchiate, rapite, soltanto per aver scelto liberamente di studiare.


venerdì 6 dicembre 2013

Addio a Nelson Madela

"La pace non è un sogno: può diventare realtà; ma per custodirla bisogna essere capaci di sognare"

Mission: scongiurato il trash, ma c'è tanto da fare | Vita.it

Bassi gli ascolti per il programma che manda i VIP nei campi profughi, solo l'8,16% di share sulla rete ammiraglia. Giulio Sensi: «Non è un reality, ma un programma serio, pure un po' triste. Eppure è questo il massimo a cui il racconto televisivo può aspirare?»

05/12/2013 - Ieri sera dunque è andata in onda la prima puntata di Mission. I primi dati dell’auditel parlano di 2milioni e 100mila spettatori, per uno share dell’8,1%, un incubo sulla rete ammiraglia abituata ad ascolti sempre superiori al 20%. Albano e figlie insieme a Candida Morvillo e Francesco Pannofino hanno visitato i campi profughi in Giordania e in Mali. Dopo le polemiche e i timori che ne avevano accompagnato la genesi, vista la prima puntata qual è il giudizio sulla sperimentazione di RaiUno di portare in prima serata i rifugiati?


«Pare comunque, ed è onesto affermarlo, che Mission sia un programma almeno serio, anzi forse a tratti anche troppo triste. Resta da vedere, per chi ne avrà voglia, la seconda puntata, ma non è lo spettacolino che pareva dalle prime anticipazioni», dice Giulio Sensi nel suo blog. «Può disturbare umanamente che le telecamere violino certi drammi e soprattutto che vengano coinvolti alcuni personaggi visti soprattutto nella prima parte del programma, ma il trash è stato scongiurato. Il personal show di Albano e la famiglia Carrisi in fondo è la riprova che la televisione italiana non vuole davvero cambiare e conferma che aveva ragione chi criticava la colonna portante del programma: gli ospiti VIP che c’entrano veramente poco, almeno quasi tutti. Non vale invece perFrancesco Pannofino che ci rivela quanto essere intelligenti e avere stile valga in ogni occasione, pure questa».

Si può dire che la presenza dell’Unhcr e Intersos abbia giovato alla dignitosità del programma? «È indubbio, e il lavoro deve essere stato molto e non facile», continua. «Ma la Rai ora avrà da gestire il diritto di tante altre realtà del terzo settore italiano ad esistere anche nel servizio pubblico. La bicicletta ora va pedalata se ci hanno creduto veramente come dimostrava oggi su twitter il direttore di Rai Uno Giancarlo Leone. Detto questo c’è tanto da lavorare per migliorare il servizio pubblico su questi temi e restiamo convinti che il buonismo non faccia bene alla cooperazione, anche se è utile alle sue casse. La giornalista di Radio24 Valentina Furlanetto sintetizza così su twitter: “non è un reality e non è trash (sollievo) ma uno pseudo reportage compassionevole dove si chiedono offerte”. Forse Mission è il meglio che la televisione italiana può offrire. Chi vuole si accontenti, noi no».

Fonte: Vita.it
Mission - la prima puntata andata in onda su Rai1 - www

venerdì 15 novembre 2013

A scuola di diritti | L'iniziativa di Mondo a colori nelle scuole di Bernareggio per la Giornata Internazionale per i Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza

Una giornata importante, a livello internazionale. Il 20 novembre ricorre infatti la Giornata per i Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, giorno in cui venne approvata dall'Assemblea Generale ONU la Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia, il 20 novembre 1989.

In occasione di questa importante ricorrenza, l'Associazione Interculturale Mondo a colori ha organizzato l'iniziativa "A scuola di diritti". Tutti gli studenti dell'Istituto Comprensivo, dalla scuola dell'infanzia alla scuola media, saranno infatti coinvolti in un momento di confronto e riflessione che si concentrerà sui temi dei diritti fondamentali dei bambini e sul rispetto di questi. Saranno presenti anche rappresentanti del Comitato UNICEF Monza e Brianza che illustreranno ai ragazzi la Campagna di sensibilizzazione "Io come tu", realizzata per ribadire il diritto alla non discriminazione dei bambini e degli adolescenti di origine straniera che vivono, studiano e crescono in Italia.

I protagonisti di questa giornata sono proprio le bambine, i bambini, le ragazze e i ragazzi e noi vogliamo condividere questo momento con loro raggiungendoli a scuola, luogo in cui si iniziano ad esercitare e valorizzare i primi diritti come quello allo studio, al gioco, all'essere ascoltati e guidati. Ogni giorno è un buon giorno per ricordare ai nostri giovanissimi quanto il rispetto dei diritti di tutti e per tutti sia fondamentale per costruire una comunità solidale, aperta e attenta ai bisogni degli altri. Inoltre, cogliamo l'occasione - come avevamo fatto durante la Festa dei Popoli dello scorso giugno - per promuovere la campagna Unicef IOcomeTU perché siamo convinti che il diritto ad essere "cittadino" sia da attribuire a tutti coloro che vivono e partecipano alla vita della comunità, rispettandone le regole e contribuendo alla ricchezza culturale e sociale della stessa.

Ad ogni plesso dell'Istituto Comprensivo, l'Associazione Mondo a colori farà poi dono di una Bandiera dei diritti umani. Un dono simbolico, però un segno tangibile di uno dei temi che deve continuare ad essere centrale nella formazione dei nostri giovani: il rispetto dei diritti umani di tutti e per tutti.

Associazione Interculturale "Mondo a colori"

venerdì 4 ottobre 2013

4 ottobre 2013 | Giornata di Lutto Nazionale

Ieri al largo di Lampedusa si è consumata l'ennesima tragedia della disperazione. Sono centinaia le donne e gli uomini che ieri notte hanno trovato la morte nel Mediterraneo, in un viaggio pieno di pericoli, di imprevisti ma che per ognuno di loro rappresentava la speranza di un nuovo inizio. 

L'Associazione "Mondo a colori" esprime il suo più sentito dolore per questa gravissima perdita. 

In occasione della scorsa Marcia per la Pace e l'Integrazione, il 20 gennaio 2013, l'Associazione aveva letto la dolorosa lettera aperta che il Sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini scrisse nel 2012 per denunciare la disperata situazione che l'isola e i suoi abitanti si trovano a fronteggiare ogni giorno. Ci sembra importante ricordare le sue parole e riflettere sulle prospettive future che sicuramente dovranno essere messe in campo a livello europeo per far si che queste tragedie non avvengano mai più! 

Associazione Interculturale "Mondo a colori" 

Lettera aperta di Giusi Nicolini, Sindaco di Lampedusa 

Sono il nuovo Sindaco delle isole di Lampedusa e di Linosa. Eletta a maggio 2012, al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me è una cosa insopportabile. Per Lampedusa è un enorme fardello di dolore. Abbiamo dovuto chiedere aiuto attraverso la Prefettura ai Sindaci della provincia per poter dare una dignitosa sepoltura alle ultime 11 salme; il Comune non aveva più loculi disponibili. Ne faremo altri, ma rivolgo a tutti una domanda: quanto deve essere grande il cimitero della mia isola? Non riesco a comprendere come una simile tragedia possa essere considerata normale, come si possa rimuovere dalla vita quotidiana l'idea, per esempio, che 11 persone, tra cui 8 giovanissime donne e due ragazzini di 11 e 13 anni, possano morire tutti insieme, come sabato scorso, durante un viaggio che avrebbe dovuto essere per loro l'inizio di una nuova vita. Ne sono stati salvati 76 ma erano in 115, il numero dei morti è sempre di gran lunga superiore al numero dei corpi che il mare restituisce. Sono indignata dall'assuefazione che sembra avere contagiato tutti, sono scandalizzata dal silenzio dell'Europa che ha appena ricevuto il Nobel della Pace e che tace di fronte ad una strage che ha i numeri di una vera e propria guerra. Sono sempre più convinta che la politica europea sull'immigrazione consideri questo tributo di vite umane un modo per calmierare i flussi, se non un deterrente. Ma se per queste persone il viaggio sui barconi è tuttora l'unica possibilità di sperare, io credo che la loro morte in mare debba essere per l'Europa motivo di vergogna e disonore. In tutta questa tristissima pagina di storia che stiamo tutti scrivendo, l'unico motivo di orgoglio ce lo offrono quotidianamente gli uomini dello Stato italiano che salvano vite umane a 140 miglia da Lampedusa, mentre chi era a sole 30 miglia dai naufraghi, come è successo sabato scorso, ed avrebbe dovuto accorrere con le velocissime motovedette che il nostro precedente governo ha regalato a Gheddafi, ha invece ignorato la loro richiesta di aiuto. Quelle motovedette vengono però efficacemente utilizzate per sequestrare i nostri pescherecci, anche quando pescano al di fuori delle acque territoriali libiche. Tutti devono sapere che è Lampedusa, con i suoi abitanti, con le forze preposte al soccorso e all'accoglienza, che dà dignità di esseri umani a queste persone, che dà dignità al nostro Paese e all'Europa intera. Allora, se questi morti sono soltanto nostri, allora io voglio ricevere i telegrammi di condoglianze dopo ogni annegato che mi viene consegnato. Come se avesse la pelle bianca, come se fosse un figlio nostro annegato durante una vacanza".

Novembre 2012

mercoledì 19 giugno 2013

[FACCIAMO CHIAREZZA] La campagna informativa di Mondo a colori

Affissa in occasione della Festa dei Popoli del 2 giugno, la campagna desidera fare chiarezza su alcuni temi che interessano la società italiana e le sue diverse anime: immigrazione, migrazioni, scuola, cittadinanza, donne e dati su Bernareggio.


mercoledì 7 marzo 2012

Donne: l'anello forte dell'integrazione

In occasione della Festa della Donna, presso i corsi pomeridiano e serale, l'Associazione "Mondo a colori" ha proposto un confronto e un approfondimento per insegnanti, volontari e alunni circa il ruolo della donna nella società attuale.



TANTI AUGURI A TUTTE LE DONNE!

martedì 5 luglio 2011

ACCOGLIENZA: un nostro dovere, un loro diritto - Domande e risposte per fare un po’ di chiarezza sul tema dell’accoglienza dei profughi sul nostro territorio

I FATTI
Da marzo 2011 stiamo assistendo all’arrivo sulle coste italiane di numerosi barconi che attraversano il Mediterraneo per trasportare migliaia di uomini, donne e bambini provenienti dal Nordafrica. È una traversata molto rischiosa, che spesso finisce in tragedia e che queste persone decidono di compiere nella speranza di trovare accoglienza e una nuova vita in Europa. Non sono tutti cittadini del Maghreb, tra loro ci sono anche migranti provenienti dagli Stati dell’Africa sub-sahariana che sono rimasti mesi in Libia, loro malgrado, a causa della politica dei respingimenti definita dal Governo Italiano con il presidente libico Muammar Gheddafi.

Una volta arrivati in Italia, le regole internazionali e nazionali impongono che i migranti vengano soccorsi e identificati. Spesso sono persone sprovviste di documenti che, per vicissitudini o per loro volontà, non forniscono documenti d’identificazione dato che arrivano in Italia chiedendo accoglienza come rifugiati. Coloro che arrivano dalla Libia scappano da una guerra; là la situazione è estremamente critica, soprattutto per gli stranieri che si trovavano sul posto.

Dopo il primo soccorso, effettuato nel luogo in cui i migranti sbarcano, coloro che richiedono asilo devono essere accolti e assistiti fino a quando il Tribunale non verificherà che effettivamente sussistano tutti i requisiti per avere un permesso di soggiorno per asilo politico. Con questo documento il migrante potrà risiedere sul territorio, lavorare ed accedere ai servizi italiani.

Ma torniamo all’accoglienza. I migranti sono effettivamente più numerosi rispetto al flusso medio annuale che l’Italia riceve. Infatti, il numero degli arrivi dal mare era diminuito drasticamente dopo gli accordi italo-libici: precisiamo che negli anni scorsi i migranti lasciavano comunque le loro case per cercare di arrivare in Europa, ma venivano bloccati in Libia, respinti nei loro paesi nel migliore dei casi, oppure detenuti in centri di identificazione e costretti a lavorare in Libia. L’arrivo di queste persone necessita quindi una mobilitazione importante sia da parte delle Istituzioni nazionali e locali che da parte della società civile.

Arrivati in Italia, i migranti devono attendere il pronunciamento del Tribunale in condizioni di vita tranquille e dignitose. Ed è per questo che da parte del Ministero dell’Interno è stato avviato un piano, definito d’emergenza, per gestire la situazione in modo che tutta l’Italia possa contribuire all’accoglienza di queste persone. È un dovere per l’Italia dare ospitalità a coloro che chiedono asilo e che provengono da paesi che non forniscono loro i mezzi per una vita stabile e tranquilla. E per questi uomini, donne e bambini è un diritto poter trovare accoglienza e rifugio in uno Stato che all’art. 10 della sua Costituzione dichiara che “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.”

I NUMERI
Al 14 giugno scorso - fonte UNCHR - i migranti sbarcati in Italia sono 42.534, di cui 18.312 dalla Libia e 24.222 dalla Tunisia. Si tratta di numeri consistenti, ma non da “emergenza”. Basti pensare che dallo scoppio della guerra in Libia, la Tunisia ha accolto 288.082 libici e 190.705 migranti provenienti da altre nazioni, mentre l'Egitto 117.991 libici e circa 200.000 migranti. Egitto e Tunisia sono tuttora in grande fermento sociale e politico e stanno gestendo la loro reale “emergenza” con l’assistenza anche di organismi internazionali come l’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati.

DOMANDE e RISPOSTE

D: ANCHE LA LOMBARDIA RICEVE I PROFUGHI?
R: Certamente, anche la Regione Lombardia sta ricevendo e riceverà i migranti arrivati a Lampedusa e sulle altre coste italiane. Infatti, il Ministero dell’Interno ha definito che il numero dei rifugiati da accogliere nelle regioni d’Italia è proporzionale al numero di abitanti di queste. Quindi la Lombardia, che è la regione più popolata d’Italia, sarà protagonista dell’accoglienza e della permanenza in Italia di diverse centinaia di cittadini. Ad oggi sono 1000 i profughi arrivati in Lombardia nell’ambito dell'accordo Stato Regioni.

D: ANCHE LA PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA È COINVOLTA?
R: Anche la nostra Provincia sta facendo la sua parte. Nei Comuni brianzoli, infatti, saranno ospitate 140 persone circa. Per facilitare l’organizzazione, la Provincia di Monza e Brianza è stata ulteriormente suddivisa in 5 zone che coincidono con i cinque Distretti sanitari di Monza, Desio, Seregno, Carate Brianza e Vimercate.

I Sindaci del Vimercatese hanno costituito un Tavolo di coordinamento per definire insieme e condividere criteri e linee guida dell’accoglienza. Inoltre, 19 Comuni del Distretto hanno sottoscritto un impegno comune che li unisce nella gestione di questa situazione. Insieme ai Comuni, nel progetto è coinvolto il Forum del Terzo Settore della Brianzaest che rappresenta un rete importante per il tessuto sociale, non solo del Vimercatese.

Al 27 giugno 2011, i profughi arrivati nel Vimercatese grazie al lavoro del Tavolo dei Sindaci sono 24 divisi tra Ronco Briantino, Vimercate, Cornate, Carnate e Vaprio. Altri 46 rifugiati sono stati alloggiati per volontà della Prefettura a Concorezzo, Agrate ed Arcore.

D: COME SI REALIZZA IN PRATICA L’ACCOGLIENZA?
R: La competenza rispetto alla distribuzione sul territorio dei migranti è attribuita alle Prefetture che, direttamente collegate al Ministero dell’Interno, sono intermediari tra l’istituzione e il territorio. Le Prefetture lavorano contattando gli enti locali, ma hanno anche la facoltà di definire in prima istanza dove ospitare i migranti in arrivo. La collaborazione con i Comuni e il Terzo settore è naturalmente preferenziale perché attraverso questo contatto è possibile, non solo ospitare i profughi in strutture più accoglienti, ma anche realizzare progetti di accoglienza che rendano il periodo di permanenza sul territorio il più solidale e sereno possibile. È da ricordare che prima del pronunciamento del Tribunale, i migranti non possono lavorare quindi le giornate vengono scandite in attesa di un permesso di soggiorno che regolarizzi la loro presenza in Italia.

D: SE I RIFUGIATI NON POSSONO ANCORA LAVORARE, DI COSA VIVONO?
R: Il Ministero dell’Interno ha creato un fondo per la gestione di questo flusso migratorio. Infatti, per il periodo di attesa, al migrante è garantito vitto e alloggio. La quota, per persona, varia dai 42 ai 46 euro al giorno per sostenere anche le strutture che li ospitano. Il diritto tutela queste persone che sono in Italia perché fuggite dal loro Paese a causa di crisi politiche o umanitarie e lo Stato Italiano applica norme di diritto internazionale e nazionale.

D: COSA POSSONO FARE I CITTADINI PER CONTRIBUIRE ALL’ACCOGLIENZA DI QUESTE PERSONE?
R: Ci sono Amministratori locali che, in prima linea, avendo già accolto alcuni profughi hanno informato e sensibilizzato i propri cittadini sul tema grazie all’importante rete delle Associazioni presenti sul territorio.

L’azione di un cittadino può realizzarsi in diversi modi. Il Tavolo di coordinamento vimercatese continua nella ricerca di alloggi per ospitare altri profughi. Quindi coloro che hanno case libere e desiderano contribuire, potranno metterle a disposizione. Le spese dell’affitto sono a carico dello Stato. Le persone che verranno accolte non saranno mai sole perché l’ASCA, l’Agenzia Sociale per la Casa, e il Forum Terzo Settore sono i punti di riferimento per ogni tipo di bisogno. Quindi, le necessità primarie di questi cittadini stranieri sono garantite da questa rete che già sta lavorando per i primi arrivati.

Un altro modo per contribuire all’accoglienza è rappresentato dall’agevolare la presenza sul territorio di queste persone. Il mondo delle Associazioni e del Volontariato è molto attivo sul territorio e anche in questa situazione il contributo di tutti renderà l’esperienza dei migranti meno traumatica. Il contributo di tutti sarà molto importante. Qui non si parla più di bisogni primari, ma di realizzare momenti di scambio attraverso l’insegnamento dell’italiano, oppure attraverso attività associative e di volontariato.

Altro importante incarico di cui ogni cittadino dovrebbe farsi carico è informare: bisogna sensibilizzare i nostri concittadini sul tema, far circolare informazioni corrette su una situazione che spesso viene strumentalizzata dimenticandosi che si parla di uomini e donne con storie e vite reali.

È necessario uno scatto di orgoglio da parte di tutti noi, cittadini e istituzioni brianzole, bisogna ritornare a mobilitarsi per una causa importante come l’accoglienza di queste persone. Riscopriamo il gusto di condividere, troviamo del tempo per parlare di un tema che va affrontato in modo serio e costruttivo, aiutiamo i nostri amministratori locali a trovare soluzioni concrete, partecipiamo alla vita del nostro territorio anche attraverso la solidarietà!


Jamila Abouri
per l'Ass. Mondo a colori